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È passato poco più di un mese e mezzo da quando la pandemia è arrivata con incredibile velocità, lasciandoci tutti con un cuore pesante. Per la prima volta, stavamo iniziando a sperimentare situazioni impensabili per molti di noi, come la riduzione della nostra libertà di movimento, l’allontanamento dei nostri cari, gli ospedali in affanno, la mancanza di dispositivi di protezione e i nostri anziani colpiti senza che noi fossimo in grado di stare loro vicini e, in alcuni casi, di dare loro un ultimo conforto.

Ma tutte le crisi hanno due facce, quindi abbiamo anche visto come una nuova cittadinanza globale si sia mobilitata in ogni casa, in ogni quartiere, in ogni comunità, in ogni regione per generare un’ondata di solidarietà e sostegno reciproco che ci rende orgogliosi.

E dove è stato Greenpeace in tutto questo? Greenpeace non è un’organizzazione umanitaria, non è preparata né ha l’esperienza per rispondere a una crisi sanitaria globale … O in parte sì? Siamo un’organizzazione che lavora per la difesa dell’ambiente e della pace. In questa prospettiva, la “cura della VITA” è al centro, e questo è stato il filo conduttore che ci ha guidato a individuare quale potesse essere il nostro ruolo.

L’emergenza sanitaria da COVID-19 sembra non mollare ancora la presa, almeno in Lombardia, dove si faticano anche a reperire dispositivi di protezione. Per questo abbiamo deciso di donare all’Azienda socio-sanitaria territoriale che gestisce gli Ospedali di Cremona, tra quelli maggiormente in prima linea in questo momento, 1.800 tute protettive per personale sanitario impegnato nell’assistenza ai malati di COVID-19, anche in terapia intensiva

Le tute di protezione chimica batteriologica prodotte in Cina sono state acquistate da Greenpeace Italia e Germania, grazie all’intermediazione dei colleghi degli uffici di Greenpeace a Pechino e Hong Kong i quali, avendo vissuto per primi l’epidemia, si sono subito dimostrati solidali e si sono attivati per far arrivare le tute a destinazione il prima possibile.

Non siamo stati i soli a fare un gesto di solidarietà. I nostri colleghi di Greenpeace Spagna, ad esempio, hanno coinvolto i volontari con capacità di taglio e cucito, messo loro a disposizione tre macchine per cucire industriali che si trovano nel magazzino di Greenpeace, per produrre tute protettive riutilizzando il tessuto usato per gli striscioni. In questo modo sono state prodotte più di 300 tute protettive destinate principalmente a residenze per anziani

Sono gocce nel mare delle necessità attuali. Ma è quello di cui c’è bisogno in un momento come questo: gesti concreti per aiutare chi sta in prima linea negli ospedali, per contribuire allo sforzo che tutti stiamo facendo per bloccare la pandemia.

Siamo un’organizzazione internazionale, questo ci ha aiutato nell’individuare in Asia materiale di scarsa reperibilità in questo momento nel nostro Paese e quindi davvero prezioso. Siamo ambientalisti, questo ci rende consapevoli che condividiamo un’unica Terra – uomo e animali – che non conosce frontiere e non ci può essere salute in un Pianeta malato.