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In queste giornate non semplici, per tutte e tutti è importante riuscire a ritagliarsi uno spazio per provare a prendersi cura di noi stessi, e magari per affrontare con creatività culinaria il tempo che passiamo fra le mura domestiche.

Scegliere cosa cucinare, considerando anche ciò che abbiamo nella dispensa e ciò che possiamo reperire in questi giorni, può essere importante per il nostro umore, per la nostra salute e anche per quella del Pianeta.

Tra poco vi darò un paio di ricette, ma la domanda è: voi, cosa state preparando in questi giorni? Condividete le vostre ricette!

Come condividere le vostre ricette?

  • Pubblicate su Instagram, una foto, un video, una story con la vostra ricetta del giorno. Ad esempio il vostro selfie mentre preparate la vostra ricetta, i vostri ingredienti e i vostri suggerimenti.
  • Usate l’hashtag #iorestoacasa e #greenpeacechef ricordatevi di menzionare Greenpeace Italia: (@greenpeace_ita) in questo modo potremo rilanciare anche noi le vostre ricette sul nostro account.

Ma torniamo appunto alle ricette e agli ingredienti: ovviamente chi vi scrive non è uno chef professionista (né ha pretese in tal senso) ma ha un passato, non troppo remoto, da studente fuorisede. Una palestra importante quando si tratta di ingegnarsi per preparare qualcosa da mangiare con quello che si ha, in modo economico, spesso all’insegna del recupero degli avanzi, cercando di ricavarne qualcosa di accettabile.

Ecco quindi le mie varianti – da assoluto autodidatta – di due ricette facili, dal gusto assicurato e che seguono i consigli di Greenpeace.

Spaghetti aglio, olio, peperoncino e pangrattato

Spaghetti olio, aglio, peperoncino e pangrattato: buon appetito!
  1. Dopo aver messo a scaldare abbondante acqua per la pasta, mettete in una padella dell’olio d’oliva extravergine con dell’aglio (io lo preferisco intero, alcuni invece preferiscono tritarlo, insomma scegliete voi).
  2. Poi aggiungete il peperoncino.
  3. Non appena messi gli spaghetti nell’acqua in bollitura, aggiungete il sale e dedicatevi al pangrattato che avete ricavato dal pane che vi è magari avanzato nei giorni precedenti.
  4. In una padella mettete il pangrattato, fatelo tostare un po’, quindi aggiungete un po’ di olio per renderlo croccante.
  5. Piccola variante personale: a questo punto, di solito, se ho in casa del finocchietto selvatico essiccato – ingrediente che mi ricorda un po’ la mia zona di origine e mi fa sentire idealmente vicino alla mia famiglia, al momento distante centinaia di chilometri – lo aggiungo al pangrattato e lascio andare per un paio di minuti, mescolando per non far bruciare il tutto.
  6. Non appena scolati gli spaghetti al dente, buttateli in padella con l’aglio, l’olio e il peperoncino e girateli per amalgamarli al condimento. Dopo aver messo gli spaghetti in un piatto, aggiungete il pangrattato e via.

Zuppa di ceci

Ceci a bagno per preparare la zuppa.
  • Se avete deciso di utilizzare ceci secchi, innanzitutto occorre metterli a bagno in acqua per 12 ore. Non appena ravvivati e sciacquati, siamo pronti per iniziare.
  • In una pentola dal fondo spesso, mettete a soffriggere in un po’ di olio evo, del peperoncino, della cipolla e uno spicchio di aglio – sì, ci metto entrambi, anche se poi tolgo l’aglio a un certo punto della preparazione.
  • Aggiungete quindi una patata e un paio di carote che avete pelato e tagliato a dadini in precedenza e, se ne avete, delle foglie di alloro.
  • Fate rosolare per un po’, facendo attenzione che il soffritto non si attacchi al fondo della pentola e aggiungete i ceci, mescolandoli al resto. Quindi aggiungete acqua, con cui coprire tutto il contenuto della pentola, e ovviamente del sale.
  • Mettete un coperchio e lasciate cucinare, girando e assaggiando di tanto in tanto per verificare il grado di cottura dei ceci. In caso di necessità, inoltre, aggiungete acqua (e, se necessario, un pizzico di sale) per evitare che si consumi troppo. Io preferisco far spappolare un po’ i ceci, ma ovviamente sta a voi decidere a che punto spegnere e servire.  

So che questa interpretazione un po’ anarchica delle ricette descritte è probabilmente piena di errori e di mosse strambe, ma non importa. Per me cucinare vuol dire anche personalizzare: per questo, consiglio a ognuno di fare quello che sente, di assecondare i propri gusti culinari, ricordandoci che non abbiamo bisogno di mode insostenibili per l’ambiente, tanto più nel momento in cui dobbiamo restare in casa, per il nostro bene e per quello della comunità di cui facciamo parte.