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Se vuoi davvero cambiare il mondo, questo è un buon punto da cui partire!

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In occasione della Giornata Internazionale della Donna 2020 pubblichiamo la traduzione dell’articolo scritto da Jennifer Morgan, Direttrice di Greenpeace International, pubblicato il 5 marzo da Inter Press Service (potete leggere l’articolo originale in inglese QUI).

Thousands of people march in Madrid to demand politicians take ambitious action to save the climate.

La disuguaglianza di genere – come l’emergenza climatica – non è inevitabile, ma è mantenuta in atto da scelte sbagliate che purtroppo ancora troppi uomini cisgender [persone nate con attributi maschili che si riconoscono come maschi] fanno quotidianamente. E non sono solo le donne a rimanere ferite ed intrappolate da questo problema patriarcale, ma anche le ragazze e le persone di genere non binario, così come molti ragazzi e altrettanti uomini.

Per millenni, la disuguaglianza di genere ha funzionato molto bene per la maggior parte degli uomini. A livello globale, gli uomini ricoprono l’85% dei ruoli di leadership nelle aziende e, ad esempio, i 22 uomini più ricchi del mondo hanno più ricchezza di tutte le donne dell’Africa. Niente di tutto ciò è casuale e molti uomini sono riluttanti a cambiare un sistema che ritengono vantaggioso per loro.

Nel frattempo, le donne restano in prima linea per quanto riguarda la disuguaglianza di genere e l’emergenza climatica. E a causa del patriarcato, non sorprende che raramente vengano ascoltate quando si tratta di questioni che incidono profondamente su di loro e che, di conseguenza, influiscono sulla società nel suo insieme.

Molti uomini credono nell’uguaglianza di genere e questo va riconosciuto. Ma è facile per gli uomini limitarsi a “credere” in qualcosa che permette loro di ottenere ricompense sociali. Accettare l’esistenza della disuguaglianza di genere – tanto quanto quella dell’emergenza climatica – e intraprendere azioni positive è cruciale se vogliamo un Pianeta più equo, pacifico e verde. Perché l’equità, in tutto il mondo e in tutte le sue forme, porterebbe a una maggiore qualità della vita, a un miglioramento dell’economia e a soluzioni più sostenibili per fermare i cambiamenti climatici.

Ecco perché in questa Giornata Internazionale della Donna, chiedo agli uomini di essere più che femministi e di non limitarsi a celebrare le donne.

Innanzi tutto, abbiamo bisogno che gli uomini si oppongano al patriarcato e alla misoginia, e che prendano posizione contro il negazionismo climatico [la messa in discussione del cambiamento climatico antropico], per il bene di tutte e tutti. Solo allora avremo iniziato ad avvicinarci al tema dell’uguaglianza #IWD2020. [Quest’anno la piattaforma internazionale “International Women’s Day” ha scelto l’uguaglianza come tematica principale per la Giornata internazionale della Donna] 

Ciò che sto chiedendo può sembrare spropositato, ma fare piccole modifiche ai propri atteggiamenti individuali può portare ad enormi cambiamenti, cioè a modificare quelle norme sociali che danneggiano troppe persone e quindi la collettività.

“Siamo parti di un tutto. Le nostre azioni, conversazioni, comportamenti e mentalità individuali possono avere un impatto sulla società”, si legge nella piattaforma IWD. 

Ci sono modi molto semplici in cui gli uomini possono iniziare a promuovere in modo proattivo l’uguaglianza di genere negli spazi dominati da presenze maschili: ascoltando le donne senza interromperle; dando credito alle donne per le loro idee; rifiutando ambienti e situazioni esclusivamente maschili; assicurarndosi che le donne siano incluse in gruppi, giurie, comitati e squadre sportive; rifiutando di scherzare sugli stereotipi e spronando alla riflessione chi si esprime contro le donne, la diversità e la scienza.

Nella mia posizione privilegiata di donna bianca occidentale alla guida di un’organizzazione ambientalista globale e diversificata, mi sforzo di usare la mia leadership per potenziare, proteggere e includere persone di ogni estrazione.

Spesso sento di avere più accesso alle stanze del potere rispetto a chi vive in prima persona l’emergenza climatica. Rispetto a coloro che hanno a che fare con siccità, inondazioni e incendi devastanti legati ai cambiamenti climatici, che sono prevalentemente donne Nere, indigene, di colore, provenienti dal Sud del mondo.

Sono persone veramente poderose, dalle quali traggo molta ispirazione, eppure le loro voci rimangono troppo spesso inascoltate dai decisori politici e dai media, e questo succede anche a causa del patriarcato. Amplificare le voci di queste donne e aumentare il loro accesso alle opportunità e alle piattaforme è fondamentale per la mia missione e per la missione di Greenpeace.

Perché non può esserci pace senza uguaglianza di genere. In Greenpeace, aspiriamo a diventare leader nella costruzione e nel supporto di una forza lavoro che rifletta in modo più accurato la diversità della comunità globale che Greenpeace serve e i valori che l’organizzazione sposa, anche attraverso iniziative per combattere i pregiudizi inconsci e prevenire le molestie.

Abbiamo una posizione di tolleranza zero su molestie sessuali, verbali o fisiche, bullismo e su qualsiasi tipo di discriminazione basata su genere, etnia, orientamento sessuale, identità di genere, disabilità, fede e qualsiasi altro aspetto del nostro essere.

Continueremo a esaminare il modo in cui l’emarginazione sistematica e le questioni di equità si intersecano con la missione e i valori di Greenpeace. E lo faremo con attenzione e costanza, perché il potere delle persone è collegato praticamente a tutto ciò che fa Greenpeace, dall’impatto che possiamo avere nel mondo alla nostra capacità di prosperare come parte di un movimento.

Dobbiamo sempre cercare di agire in modo da vedere, valorizzare e abbracciare le persone in tutta la loro diversità. Amplificare la voce di coloro che il patriarcato cerca attivamente di mettere a tacere porterà a una maggiore equità e migliori soluzioni per il clima.

Donne notevoli stanno già guidando il cambiamento: da Autumn Peltier e Brianna Fruean, le matriarche di Wet’suwet’s che combattono contro il gasdotto Coastal GasLink, a Vanessa Nakata e Winona LaDuke, tra tante altre.

Ma il patriarcato è causato dalle persone, proprio come i cambiamenti climatici. È tempo che gli uomini cis combattano la disuguaglianza di genere e l’emergenza climatica insieme alle donne, che dovrebbero autenticamente accettare come loro pari.