#Clima #Consumi #Energia #Petrolio&Gas

Non chiamatelo maltempo!

Impegni politici miopi, aziende che continuano a bruciare gas, petrolio e carbone: mentre la politica temporeggia, la nostra casa è in fiamme. I fenomeni meteo…

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Fonti fossili e cambiamenti climatici sono legati da un legame indissolubile di causa-effetto. Per questo i nostri attivisti, a bordo della Rainbow Warrior – che in quel momento si trovava ancorata nel porto di Danzica (in Polonia) –  hanno tentato di impedire lo scarico di una spedizione di carbone importato direttamente dal Mozambico.

Per contrastare l’azione dei nostri attivisti, diversi uomini della Guardia di frontiera – armati e in tenuta antisommossa – sono saliti, durante la notte, a bordo della Rainbow Warrior e hanno fatto irruzione rompendo una finestra della nave con una mazza. Affinché la protesta finisse, la Rainbow Warrior è stata rimorchiata fuori dal porto e due membri dell’equipaggio, tra cui il capitano della nave, sono stati trattenuti (e lo sono tuttora) dalle autorità polacche.

Poco prima che tutto questo accadesse, gli attivisti, salendo a bordo dei nostri gommoni, avevano usato della vernice per dipingere la scritta Poland Beyond Coal 2030” sulla parete laterale della nave, aprendo bandiere e striscioni con messaggi come Nessun futuro con il carbone.

Viviamo un’emergenza climatica e dobbiamo agire quanto prima: per questo stiamo entrando in azione insieme a milioni di persone in tutto il mondo e chiediamo la fine dei combustibili fossili. Non c’è (altro) tempo da perdere, soprattutto perché la combustione del carbone, oltre ad alimentare i cambiamenti climatici, ha impatti devastanti sulla qualità dell’aria che respiriamo in tutta Europa. Il governo polacco ha dimostrato in questa occasione di preoccuparsi più degli interessi della lobby del carbone che della tutela dei cittadini e della loro salute e, piuttosto che investire nelle energie rinnovabili, favorisce la continua importazione di questa fonte fossile (principalmente dalla Russia, ma anche da paesi lontani come Australia, Colombia o Mozambico).

Le autorità polacche dovrebbero agire con la stessa rapidità e decisione che dimostrano nella repressione di proteste pacifiche per affrontare la crisi climatica che stiamo attraversando. I nostri attivisti hanno avuto il coraggio di attirare l’attenzione sulla politica energetica distruttiva del clima in Polonia e, in tutta risposta, sono stati minacciati con le armi. Questo è inaccettabile. Chiediamo dunque al governo polacco di cambiare rotta adesso e di porre fine all’era del carbone.