#Clima #Consumi #Energia #Petrolio&Gas

Non chiamatelo maltempo!

Impegni politici miopi, aziende che continuano a bruciare gas, petrolio e carbone: mentre la politica temporeggia, la nostra casa è in fiamme. I fenomeni meteo…

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Commentando il voto all’unanimità di una mozione che impegna sindaca e giunta capitolina a proclamare l’emergenza ambientale e climatica a Roma, Luca Iacoboni, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, dichiara: «È certamente positivo che l’Aula del Campidoglio, su forte spinta degli studenti dei Fridays for Future, oggi riconosca formalmente lo stato di crisi climatica. Il rischio da evitare è però che questo provvedimento diventi una scatola vuota. Servono azioni immediate e concrete, non è più l’ora degli annunci».

Il Comune di Roma ha già preso tempo fa degli impegni nell’ambito del Global Covenant of Mayors, una grande alleanza di città di tutto il mondo contro i cambiamenti climatici. Ma, ad oggi, secondo quanto riporta il sito web della stessa coalizione, i passi compiuti dalla Capitale sono davvero modesti.

Greenpeace Italia chiede quindi alla giunta Raggi di adottare immediatamente provvedimenti per:

  • utilizzare solo energia rinnovabile per gli edifici comunali, che potrebbero essere usati anche per produrre energia pulita, con l’installazione di pannelli solari;
  • rivedere la flotta mezzi comunale, sostituendo tutti i veicoli a benzina e diesel con veicoli elettrici;
  • disincentivare l’uso dell’auto privata, potenziare e migliorare i mezzi pubblici, la mobilità ciclabile e pedonale e i servizi di mobilità condivisa come car/scooter sharing e definire la roadmap per il rispetto del bando dei veicoli diesel nel centro di Roma entro il 2024;
  • avviare un serio programma di efficientamento degli edifici di proprietà comunale, fermando anche il consumo selvaggio di suolo.

Per l’organizzazione ambientalista andrebbe immediatamente diminuito nelle mense comunali il consumo di carne, soprattutto se proveniente da allevamenti intensivi. Occorrerebbe inoltre privilegiare prodotti biologici e a km0, abolire l’usa e getta in favore di materiali riutilizzabili e diminuire il consumo di carta, privilegiando quella 100 per cento riciclata.